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Preghiera del Folklore

 

 

calendario Spettacoli 2009

 


 Il costume femminile:

Le donne vestono abiti con ampie e lunghe gonne ricchissime di pieghettature e stampate con motivi in uso all’epoca, scozzesi di vari colori ma soprattutto scuri.

Il bustino di velluto a colori vari, sempre scuri, dal quale sbocciavano le ampie maniche della camicia con il collo e i polsi guarniti di pizzi lavorati a mano. Una sottogonna in tela filata a mano arricchita di pizzi sul fondo e un paio di mutandoni con volantini anch’essi arricchiti con pizzi.

In vita un grembiule ricamato a piccoli motivi floreali oppure liscio, il nastro lilla che lo lega dietro la schiena indica che la donna è sposata.

Ai piedi un paio di calze lunghe di cotone a righe orizzontali policrome e un paio di zoccoletti campagnoli a pattine aperte nere allacciate da nastri colorati.

Sulle spalle lo scialle tradizionale in lanetta leggera stampato a fiori alla moda del medio ‘800.

Sulla testa la raggera composta da spadine e spilloni in pezzo unico fermata da un fiocco colorato.

Al collo fili di granato o di corallo; nelle orecchie orecchini pendenti in foglia d’oro battuta, le bussole, oppure gli orecchini ad anello. A volte un fermaglio in parure con gli orecchini e per le donne sposate la vera semplice e liscia.

Sulle mani i mezzi guantini di filo bianco o nero a differenza del ceto, perché nel contadino vi è sempre stata una distinzione fra gli abbienti e la gente povera.

Come ultimo accessorio il cestino (cavagnö) usato una volta per andare al mercato.

 

Il costume maschile:

Gli uomini vestono un costume di velluto con giacca piuttosto corta arrotondata sul davanti, che ricorda quelle da caccia, aperta in modo da lasciare intravedere la camicia all’antica, in tela di cotone, arricchita con volant e fermata sotto il colletto dal cordoncino con i pon-pon. Le tasche e i bordi della giacca sono spighettati in tinta più chiara del colore del velluto, che può variare dal verdone scuro al marrone, grigio, nero. Sotto la giacca un gilet spighettato anch’esso in tinta più chiara e nel taschino una cipolla con catena d’argento. Come per le donne calze di cotone rosse e scarponi di cuoio nero alla campagnola.

In testa un cappello floscio di foggia più o meno rotonda bugnata (messo in forma) dalle mani del suo possessore, arricchito con un nastro o un cordoncino colorato con o senza palline terminali.

In vita una fascia colorata in panno  che gira intorno più volte per cascare in banda sul fianco sinistro al si sotto della giacca.

In inverno sulle spalle del bosino compare il tabarro una specie di mantello lungo e avvolgente per scaldarsi. 

 

 Il costume Bosino in passato:

Quando il gruppo nacque il costume sia femminile che maschile era arricchito da altri particolari che via via nel tempo sono stati tralasciati.

Per le donne lo scialletto stampato in fiori in percallo, fermato in vita da un grembiule che veniva chiamato panett. Le spighettature rosse per il bustino, le acconciature alla vergine, cioè con la riga centrale e i capelli raccolti a trecce, fermate dagli spadini d’argento della raggera originale.

Per gli uomini: Al collo portavano un cordoncino legato a fiocchetto oppure i più ricchi un fazzoletto di seta stampata con le cocche inserite in un anello d’oro.

Il gilet per i ceti più agiati poteva essere vistoso e ricamato o tessuto a colori sgargianti. La fascia in vita poteva essere di seta. Sul braccio veniva portato un bastone intagliato a mano, mentre sul lobo dell’orecchio sinistro portavano un cerchietto d’oro.

1927-2010

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